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Ogni volta mi stupisco di quanto la gente possa essere maligna, subdola e fin troppo fantasiosa.
Eppure quella sera non abbiamo fatto nulla di male. E’ vero, forse ci siamo lasciati prendere troppo dai nostri discorsi, da tagliare fuori qualsiasi altra persona. Ma in fin dei conti per me non è stata una cosa strana. E’ pur vero che non aspettavo altro che quella cena per poter parlare un pò con te. Difatti abbiamo parlato. Forse ci siamo intrattenuti oltre quello che era consentito davanti a persone fin troppo maliziose. Ma era troppo bella quell’atmosfera che si era creata, tale da non permettere ad altri di rovinarla. Ricordo con un sorriso che, chiunque s’avvicinasse in effetti si congedava in pochi secondi, perché noi dovevamo continuare i nostri discorsi. Forse non avevano tutti i torti a parlare di quella chiacchierata in modi ambigui. In ogni caso non sopporto le dicerie che non hanno fondamento, anche perché tra noi comunque non è accaduto nulla di quello che quelle persone si immaginano. Non credo di essere stata impudente e imprudente nel trattenermi a parlare con te per non so quanto tempo, tempo che comunque è trascorso troppo velocemente. E non lo sei stato neanche tu. Stavamo solo discorrendo, diamine! Proprio per questo, non vedo l’ora di finire tutto, e di andarmene. Tanto non accadrà mai nulla di più di interminabili (quasi) discorsi su qualsiasi cosa ci passi per la mente. E questi due mesi che passeranno senza poter trovare un modo per parlare ancora saranno un inferno. Ma li supererò, e sono convinta che a breve passerò quel concorso e mi allontanerò da questa casa, di conseguenza anche dalla tua. Meglio così, magari un giorno ci incontreremo da un’altra parte e potrò rivelarti quello che per due anni mi ha resa così attiva nello studio.