ConFusiOnE

Periodaccio. Periodaccio davvero. Ho passato le prove preselettive per due concorsi in contemporanea e ora devo affrontare le altre. Ho due esami da preparare entro luglio, e la tesi in pratica è arenata, con buona pace di chi pensa che a ottobre io riesca a laurearmi. Questi sono i problemi materiali che infuocheranno i prossimi due mesi, come minimo.

Per il resto, credo che la mia amata nonna si sia stancata. Si sta lasciando andare, è sempre più debole, e io non riesco a smettere di piangere perché non posso immaginare assolutamente che lei possa lasciarci. Non ci riesco, lei è il perno di tutta la nostra famiglia. E’ per lei che spesso molte volte abbiamo cercato di sopire tante incomprensioni tra parenti negli ultimi anni. Perché, anche se in merito non proferiva parola lei ci soffriva, ci stava male. E adesso le sue funzioni vitali hanno deciso che devono rallentare il ritmo. I marker tumorali hanno deciso di risvegliarsi, ma lei non lo sa. Sarebbe inutile tutto alla sua età, e lei stessa rifiuterebbe qualsiasi cura se esistesse, perché è stanca. Ci ha legati così tanto a lei che ora è difficile lasciarla in pace, non forzarla a mangiare se non vuole saperne perché poi sa che rimette tutto, è difficile non dirle che si deve rimettere in forma, che deve stare meglio. E’ difficile soprattutto quando ci si rende conto che comunque lei è sempre più debole e ne è consapevole, e sa che la sua vita l’ha trascorsa ed è pronta a intraprenderne una nuova. Ma io non riesco a smettere di piangere, anche se il suo cuore batte ancora. Mi rendo conto che il tempo è davvero poco. Non si può essere abbastanza forti se non ci si alimenta quanto basta al corpo per svolgere normalmente le sue funzioni, figuriamoci alla sua età. Ti amo di bene nonna, e spero che tu possa essere forte per tanto altro tempo, non abbatterti, non pensare che tanto sei anziana e quindi secondo te non ti rimane che una sola opportunità, andartene. Non voglio essere egoista, infatti devo fare di tutto per non piangere quando ti abbraccio ogni volta che vengo in paese a trovarti e ogni volta che vado via, momento in cui ho una paura tremenda di tornare e non trovarti più intenta a cucinare.

Mi sento angosciata, sento che qualcosa di radicale cambierà i miei giorni di qui a breve, e non so se sono pronta al cambiamento che arriverà, ne sono certa. Da un lato voglio cambiare di netto tutto. Dall’altro la quotidianità rischia di frantumarsi ed è difficile abituarsi ad altre quotidianità. Ma questo significa crescere evidentemente. L’unica cosa che spero è di essere all’altezza di quello che mi aspetta, consapevole che in queste piccole e grandi battaglie sono del tutto sola. C’è la mia famiglia, è vero, e non è poco ma sono comunque sola. E devo farcela. Devo in qualche modo rendermi indipendente e iniziare a costruirmi finalmente una vita con le mie sole forze.

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